I vigneti più alti al mondo

I vigneti più alti al mondo

Ci può essere un vigneto a 3000 metri d’altezza?  

In Argentina l’enologo Donald Hess nel 1999 comprò un ranch nel quale installare un museo, il James Turrel Museum, James Turrell è un artista statunitense ancora in  vita amico di Donald i cui lavori vertono principalmente sulla percezione della luce e dello spazio. turrel  La Bodega Colomè  un  ottimo posto, secondo lui,   anche per impiantare la vite. Una follia vera e propria ma sta di fatto che oggi la Bodega Colomè può essere considerata oggi un’eccellenza nella produzione di vino in Argentina nonchè la più alta cantina al mondo. La qualità la si denota già non appena si varca il cancello d’ingresso. Ordine, pulizia e stile contraddistinguono gli edifici che accolgono i visitatori così come, proseguendo nella visita, la cantina vera e propria con i serbatoi in acciaio e i macchinari per le varie lavorazioni.  Si arriva in cantina dopo circa 40 minuti di sterrato da Molino. E’ un esplosione di natura incredibile. Vigne, montagne, i cactus che crescono solitari come sentinelle e il silenzio che ne fa da contorno interrotto solo dal vento che porta l’odore della vigna fino ai bicchieri.  Il magnate Donald Hesse (nulla a che vedere con la storia per fortuna) cominciò a piantare 26 ettari di tralicci di Malbec, Cabernet Sauvignon su questa altura posta a 2460 metri dal livello del mare. Nel 2003 iniziarono a dare i loro frutti. Adesso Donald Hesse possiede 3.111 metri di quota il vigneto biodinamico “Altura Maxima” e sfora tutti i record. Hesse nella regione di Salta, possiede le vigne in quota più alte del mondo. Oltre ai vigneti di Bodega Colomé possiede altri due vigneti in alta quota: El Arenal a 2.700 metri sul livello del mare e Colomé a 2.300 metri. Ma come è possibile la coltivazione di viti produttive a queste altitudini? La regione di Salta si trova in prossimità del tropico del Capricorno, a circa 24° sud di latitudine, vicina quindi all’equatore. questo garantisce un clima arido e secco ma anche umido durante la notte.  Temperature alte di giorno che scendono notevolmente durante la notte, e chi ne capisce un po di enologia sa che la vite ama queste escursioni rendendo buona maturazione e un’acidità ottimale. Il terreno calcareo e argilloso arricchito dall’acqua che scende dai ghiacciai è sufficientemente nutriente. Quale vitigno? Ma naturalmente il Malbec, vitigno difficile da far crescere ma che in Argentina trova il suo migliore terroir.  Anche in Cile si riescono a vinificare ottimi Malbec, seppur non di livello alto come quello argentino. In Australia invece questa varietà non ha avuto fortuna, anche se sembra esserci un ritorno negli ultimi anni. I Malbec australiani mancano di struttura e sono utilizzati per lo più come vini da tavola. Un breve cenno sulle caratteristiche del Malbec che al bicchiere è rosso intenso, e tonalità blu e viola, soprattutto quando è giovane. Per riconoscerlo dal suo aroma bisogna ricordare l’odore delle prugne molto mature o della marmellata di mora o amarena. In bocca, il vino si esprime in tutto il suo splendore; se giovane, il palato sentirà appena una gradevole apprezza; dopo pochi anni, sarà un vino maturo, molto profondo e di grande complessità. La botte di legno gli apporterà aromi quali cioccolato, vaniglia, cuoio e caffè.
Scusaste questo fuori tema.  Quindi, i vitigni più in alto sono più il microclima apporta escursioni termiche e più regala al vino delle complessità introvabili nei vini di pianura. Punti di vista, ma io sono particolarmente innamorato dei vini d’altura. In Europa il primato dei vigneti più alti spetta ai produttori naturali di Bodega Barranco Oscuro vicino Granada in Spagna, a 1368 metri di quota sul livello del mare, in prossimità del parco Nazionale della Sierra Nevada, Lorenzo Valenzuela e la moglie Luisa, coltivano le uve più alte del vecchio continente. In Italia invece abbiamo La Doc Blanc de Morgex et de la Salle in Val d’Aosta vanta un vigneto a 1.210 metri di quota, In Svizzera una vigna a 1.150 metri. Infine abbiamo le vigne in quota dell’Etna, sull’altimetrica dei 1.000 metri e oltre. Niente a che vedere con il Malbec argentino. Io  l’ Altura Maxima l’ho bevuto e per meglio descriverlo è necessario che ve ne parli in un articolo apposito.

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